martedì 24 febbraio 2009

1 settimana e non sentirla

Settimana di assestamento in quel di NY: approccio al nuovo lavoro, approccio al fuso orario, approccio alla City e approccio alla doccia fredda che mi sono dovuta fare per 2 mattine di fila...bisegnerà mettere fuori il foglio dei turni con gli altri condomini...giuro, ieri mattina mi si stava staccando la testa dal collo da tanto era gelata l'acqua...ma i capelli s'erano da lavare per forza!!
Week end intenso, e meno male che mi sono portata dietro anche le Nike: 12 ore di su e giù da Soho a Wall St, dalla punta più a sud di Manhatta a Time Square e da li nella downtown verso casa.

E la domenica non è stata certo da meno: Greenwich Village, Washgton Square Garden, Union Square, a piedi dall'edificio numero 1 della 5th Av fino a Central Park, facendo una capatina da Barnes and Nobles dove mi sono concessa qualche ora di lettura, in compagnia di un Caramel Frappuccino seduta nello Starbucks annesso alla libreria.

Tutto questo è stato possibile grazie alla colazione dei campioni: Cappuccino e donut da Donki' Donut!

Domenica sera i miei piedi erano felicemente distrutti!!

martedì 17 febbraio 2009

Alis a stelle e strisce!

La famiglia Zucchelli è sempre stata x le partenze intelligenti, quando poi si tratta di prendere una qualsiasi delle tangenziali milanesi, il "presto" non è mai troppo presto! Partenza accompagnata dal canto del gallo, apertura dell'aeroporto di Malpensa e ore di hara kiry per ingannara l'attesa.
Dopo Dublino, l'unico incubo ricorrente era rappresentato dal momento in cui mi avrebbero pesato il bagaglio, additato come materialista e punita con apertura pubblica della valigia....e invece no! A sto giro sono stata bravissima, ho portato poche scarpe, poche borse...per il resto...bè, il resto lo comprerò qui a New York!

Aereo deserto, film pessimi, gnocchi di patate alla veneziana più buoni che belli (!), sono stata richiamata 3 volte nel giro di 10 minuti dalla tipica signora di colore cicciottella con le unghiazze: tutti con in mano il cellulare e guarda caso questa riprende solo me!

Corsa verso Manhattan con il tassista pakistano di turno (che ci devo fare?! Mi amano!) e approdo nell' ufficio proprio nel centro della 5th Av.

L'appartamento in cui alloggio è veramente una chicca della downtown: imbiancato e arredato di fresco, pareti in mattoncini a vista, cabina armadio (:AMORE), tv al plasma più grande del mio letto, niente frigo nè fornelli, pali da lap dance (bollenti) disseminati qui e lì e un fantasma ke porta le coperte. Si, perchè quando sono uscita di casa la coperta non c'era e dopo 2 ore era magicamente sul letto....

Stamattina sono stata svegliata dall'antennista che alle 8.15am voleva a tutti i costi sistemarmi la tv, dopo milioni di telefonate sono riuscita a convincerlo a tornare con il padrone di casa...già mi vedevo seduta sul divano di pelle nera (^^) a digli "yes" o "no" in direzione del televisore, mentre lui era sul tetto a sistemare l'antenna!

Prima colazione NYese da Starbucks e foto ricordo con beverone in mano mentre entro nel palazzo in cui lavoro, non prima però di aver guardato alla mia sinistra in direzione dell' Empire State Building, a destra verso il Chrysler Building e davanti la New York Public Library (quella di Ghostbusters per intenderci!).

Spero solo che il fantasma formaggino mi abbia preparato un bel piatto di pasta stasera!!

mercoledì 11 febbraio 2009

Perchè leggere Twilight?

Certo, non stiamo parlando di Tolstoj, Bella non assomiglia nemmeno lontanamente a Anna Karenina e Edward è nato, si alla fine del 1800, ma non in Russia. L’aulico e macchinoso mattone russo lo lasciamo a chi ama l’autolesionismo, per tutti gli altri c’è Twilight: un romanzo che si legge in piedi nel vagone affollato, prima di addormentarsi (per chi riesce realmente ad ascoltare la vocina interiore che ripete: ancora un capitolo e poi basta!), al mare, dove la più grande preoccupazione è scegliere il colore del bikini e non di certo cercare di pronunciare questo o quel nome russo. Twilight non è, ne più ne meno, che una storia d’amore tra due adolescenti, di quelle che si leggono in tre giorni, dove si sa già tutto ancora prima di arrivare alla decima pagina, dal tipico happy end, se non fosse che lui è un vampiro e lei un’umana parecchio imbranata. Dimentichiamoci paletti nel cuore, acqua santa e la luce del sole, c’è più sangue in un cartone di Walt Disney che in Twilight. Se fosse stato per Edward non si sarebbe andati oltre il primo capitolo, lui stava per fare fagotto e scomparire per qualche tempo, quei 10 anni che sarebbero serviti a far crescere Bella e farla andar via da Forks. Ma, galeotto fu il furgoncino che slittando sul ghiaccio, avrebbe sicuramente ucciso Bella se non fosse stato per il tempestivo intervento di Edward. Il guaio è fatto e, dato che la curiosità è femmina, il bel vampiro si trova una bella gatta da pelare: Bella ha mangiato la foglia e ci vuole vedere chiaro!
Le parole di Stephenie Meyer scivolano via che è una meraviglia sia in italiano che in inglese senza dover girare con l’English Grammar o lo Zanichelli sotto braccio. Lo stile è limpido, le emozioni sono raccontate con estrema semplicità e in modo così genuino che sembra proprio la stessa Bella, con i suoi occhi da sedicenne, a scrivere la propria storia nel suo diario. Il livello di coinvolgimento emotivo arriva a tal punto che due lacrimucce scappano giù nonostante sia la seconda volta che leggi la parte in cui Edward lascia Bella. Le lacrime scendono nonostante si sappia già fin dall’inizio che Edward lascerà Bella. Ma tu piangi, perché dopo tutto il casino che è successo nel primo libro, Edward non può lasciare Bella, piangi anche se vedi “Eclipse” e “Breaking Dawn” sulla mensola di camera tua e sai per certo che non sono fatti di fogli bianchi!
Pagina dopo pagina la storia ti prende, ti domandi quando e come Edward trasformerà Bella, se prima o poi un loro bacio durerà più di un attimo… Ti immedesimi in lei a tal punto da pensare a cosa dire a Charlie una volta che la trasformazione sarà avvenuta e poi…ami anche tu Edward e lo odi. Lo odi in “New Moon” tanto da dargli del vigliacco e sperare che Bella possa rifarsi una vita con Jacob. L’indecisione si impadronisce di te quando in “Eclipse” lui la bacia nella radura e anche lei sente di amarlo. Anche tu sei tra ghiaccio e fuoco e non sai cosa scegliere.
Amarlo è troppo facile.
In “Breaking Dawn” i nodi da tirare al pettine sono parecchi e, alla fine, stranisce la semplicità con cui tutto va al suo giusto posto, tutto come deve essere, tutto come è giusto che sia.
Il film non rende giustizia al libro, come sempre del resto, e ve lo dice una che ha letto tutti i libri 2 volte, il primo pure in inglese, visto il film in italiano almeno dieci volte e una anche in lingua originale. Visto senza il background cartaceo sembra un filmetto per adolescenti con il belloccio di turno. Solo chi ha letto il libro può godersi pienamente il film perché sa già tutto, anche quello che il film non riesce a dire. Date una possibilità ad Edward e Bella, loro lo farebbero!

venerdì 6 febbraio 2009

E se sogni di fare la pipì?

"Secondo Jung il bisogno di urinare nei sogni è l’immagine di un qualsiasi “bisogno”, di una qualsiasi “pulsione” o sensazione che può essere angoscia, attesa, incapacità di esprimere rabbia ed eccitazione repressa, o un aspetto inconscio che sta affiorando. Il punto di vista freudiano considera invece il bisogno di urinare come simbolo dell’eiaculazione e di un desiderio sessuale non appagato".